Trent’anni di Museo Lia a La Spezia

 Le icone della collezione storica reinterpretate da Ozmo

L’arte di Ozmo si intreccia con alcuni dei capolavori più significativi del museo Lia. Un progetto la cui genesi si era vociferata già all’inaugurazione dell’opera dell’artista toscano sulla facciata di galleria Sella è diventata realtà con “Ozmo x Lia 30 – Dentro la collezione”, presentata in anteprima questa mattina nello storico plesso di via Prione recentemente ristrutturato. L’esposizione, visitabile dal 3 luglio al 3 dicembre 2026, è stata curata da Andrea Marmori e Anna Costantini con l’allestimento di Emanuele Martera.
“Ozmo x Lia 30” si focalizza sull’interazione con il patrimonio museale e si inserisce nelle attività per i trent’anni della sede espositiva, aperta nel 1996 in seguito alla donazione della collezione di Amedeo Lia. Per la prima volta, l’istituzione spezzina espone un artista contemporaneo vivente e acquisisce quattro sue opere, che entreranno stabilmente a far parte del patrimonio civico.
Il percorso si basa sul confronto tra quattro opere della collezione permanente e altrettante tele inedite realizzate da Ozmo. I lavori dell’artista nascono dal contatto diretto con l’Autoritratto di Jacopo da Pontormo, il San Martino dona il mantello al povero attribuito al giovane Raffaello, la Madonna del Soccorso di Ansano di Michele Ciampanti e la Testa di Apollo, scultura romana qui trasposta su tela. Ai dipinti si aggiunge un’opera in marmo di Carrara, sviluppata in relazione con i manufatti classici custoditi nel complesso del seicentesco convento di San Francesco di Paola.

Gionata Gesi, in arte Ozmo, è nato a Pontedera nel 1975 e risiede a Parigi. Si è formato all’accademia di belle arti di Firenze e il suo percorso unisce disegno, pittura, wall-painting e installazioni, legando l’iconografia classica e sacra ai linguaggi urbani. Ha collaborato con diverse istituzioni, tra cui il museo del novecento di Milano e il Macro di Roma, ed è inserito nell’enciclopedia nazionale italiana Treccani.

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